Max Stirner e il “nulla creatore”

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Un sostanzioso estratto dall’opera che vado attualmente elaborando a partire dal pensiero del filosofo tedesco Max Stirner. [Nell’illustrazione: street art ad Alessandria del Carretto, piccolo comune in provincia di Cosenza. La realizzazione è di Paolo Napoli, mentre la foto è stata scattata da Sara Berardi.].

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L’homo sapiens s’interroga sulle forme e sulla sostanza dell’esistente dagli albori della civiltà. Vi cerca un senso. Sceglie o s’impone una direzione. Si sente gettato nel mondo in modo quasi inopinato e crede che ci debba essere una necessità. Vive e muore come tutto il resto, con tutto il resto, ma non è convinto, ha paura, si percepisce solo, isolato dall’essenziale, e costruisce pertanto una serie di strutture, protesi, mediazioni per colmare lo iato tra sé e l’esistente. Si dà delle cause per convincersi di esserne l’effetto, oppure, in modo quasi autistico, si vuole come causa di gran parte degli effetti. Modella la pietra…

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Maurice Blanchot, “La follia del giorno” (con una poesia di René Char)

[ Aggiornamento: alla fine del 2013 ho curato una nuova edizione del testo blanchotiano per la Maldoror Press. Si tratta di un ebook gratuito e in formato pdf. ] Qui di seguito potete leggere lR…

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La letteratura e il diritto alla morte

La dimora del tempo sospeso

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Maurice Blanchot

Si può certamente scrivere senza domandarsi perché lo si faccia. Uno scrittore che guardi la propria penna tracciare segni, ha il diritto di alzarla dal foglio e dirle: fermati! Cosa sai di te? Verso cosa ti muovi? Non ti accorgi che il tuo inchiostro non lascia tracce, che vai avanti liberamente, ma nel vuoto, che, se non incontri alcun ostacolo, è perché non hai mai lasciato il tuo punto di partenza? E tuttavia scrivi, scrivi senza tregua, mi manifesti ciò che ti detto, mi riveli ciò che so; gli altri, leggendo, ti arricchiranno di ciò che da te prenderanno, ti renderanno ciò che avrai loro insegnato. Quello che non hai fatto, l’hai compiuto; quello che non hai scritto, è scritto: sei condannata all’incancellabile.

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« Die Fackel », 13 0ttobre 1908 – Karl Kraus

La tragedia di un’umanità perduta, che è molto meno adatta a vivere nella civiltà di quanto lo sia una vergine per il bordello, e che vorrebbe consolarsi della sifilide con la morale, è aggravata dall’incessante rinuncia a ogni rinnovamento dello spirito. Il suo corpo è spalmato di etica, e il suo cervello è una camera oscura impiastrata di inchiostro tipografico. Di fronte alla stampa che le ha avvelenato il midollo, vorrebbe fuggire nei boschi, ma i boschi non li trova più. Dove una volta gli alberi svettanti innalzavano il ringraziamento della terra al cielo, si ammonticchiano ora le edizioni domenicali. Si è mai calcolato che un giornale americano, per una sola edizione, ha bisogno di una quantità di carta che si può ottenere soltanto abbattendo diecimila alberi alti venti metri?


Lorena Melis  2 febbraio 2017

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Prefazione – Czesław Miłosz

Tu, che non ho potuto salvare, Ascoltami. Cerca di capire questo linguaggio semplice, mi vergognerei di un altro. Non possiedo, lo giuro, la magia della parola. Ti parlo tacendo, come una nu…

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Dal tempo, una poesia di Vladimir D’Amora

Di VLADIMIR D’AMORA Nulla da perdonare, nulla addolora abbiamo sputato via tutto ogni fibra dell’ambiguo non nascono più frutti ripiantati; prima del sole la luce è certa. Se ai margini del s…

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RAPPORTI DI COSE MASCHERATI di MAURICE BLANCHOT

Tuttavia nel nostro mondo questi rapporti di cose sono in parte mascherati, in parte confusi dall’interferenza dei valori e dei rapporti di valore. Gli uomini impiegano altri uomini, cioè, di fatto, li trattano come cose, ma li rispettano (idealmente). Il risultato è una confusione, un’ipocrisia e un’assenza di rigore che conducono alla nostra civiltà. L’essenziale del marxismo sarebbe, nei rapporti collettivi, liberare l’uomo dalle cose stando dalla parte delle cose, dando in qualche modo il potere alle cose, vale a dire a ciò che riduce l’uomo a non essere nient’altro che utile, attivo, produttivo, cioè ancora escludendo ogni alibi morale, qualsiasi fantasma di valore. L’essenziale del marxismo (almeno così restrittivamente inteso) è rendere l’uomo padrone della natura, di ciò che è natura in lui, per mezzo delle cose: ogni altro strumento di liberazione, con il ricorso a speranze e ideali, non farebbe che prolungare il suo asservimento e, per di più, lo inganna, lo abbandona in uno stato di menzogna in cui ben presto affonda e dimentica ciò che è.
(pag. 121)
Maurice Blanchot – L’amicizia – Marietti 1820

Lorena Melis  17, gennaio 2017

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