LA CONSULTAZIONE DELL’OMBRA PATERNA (Pierre Klossowski – Nietzsche e il circolo vizioso – Adelphi)

« La fatalità della mia esistenza ne ha fatto la felicità, le ha dato, forse, il suo carattere unico: io, parlando per enigmi, come mio padre sono già morto, come mia madre vivo ancora e invecchio. Questa doppia discendenza, come dire dal più alto e dal più basso germoglio sulla scala della vita, décadent e inizio al tempo stesso – questo solo, se mai, può spiegare quella neutralità, quella libertà da qualunque partito di fronte al problema generale della vita, che forse mi contraddistingue. »
Al tempo in cui scrive Ecce homo, Nietzsche sa come si costruisce un enigma, come si costruisce un significato, e come questo al tempo stesso dipenda da un gioco di specchi in cui si chiude deliberatamente il volere interpretare simulando una necessità per sfuggire alla vacuità del proprio arbitrio.
« Saper leggere un testo come testo senza inserirvi un’interpretazione » – questo desiderio di Nietzsche esprime la sua ribellione contro la schiavitù che sempre il significato comporta. Dunque: chi ci libererà dai significati e ci restituirà l’esistenza ininterpretabile? Come può intensificarsi il « capire » (il Verstehen), il fatto di stare in ciò che è da capire, senza sottomettersi a una determinata intenzione?

 

Post di Lorena Melis del  21 febbraio 2017 ore 8,29

 

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