« Die Fackel », 13 0ttobre 1908 – Karl Kraus

La tragedia di un’umanità perduta, che è molto meno adatta a vivere nella civiltà di quanto lo sia una vergine per il bordello, e che vorrebbe consolarsi della sifilide con la morale, è aggravata dall’incessante rinuncia a ogni rinnovamento dello spirito. Il suo corpo è spalmato di etica, e il suo cervello è una camera oscura impiastrata di inchiostro tipografico. Di fronte alla stampa che le ha avvelenato il midollo, vorrebbe fuggire nei boschi, ma i boschi non li trova più. Dove una volta gli alberi svettanti innalzavano il ringraziamento della terra al cielo, si ammonticchiano ora le edizioni domenicali. Si è mai calcolato che un giornale americano, per una sola edizione, ha bisogno di una quantità di carta che si può ottenere soltanto abbattendo diecimila alberi alti venti metri?


Lorena Melis  2 febbraio 2017

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