Il centro del mondo, la parola e la morte. Appunti su Centuria di Giorgio Manganelli

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Giorgio Manganelli, foto di proprietà di Lietta Manganelli

Giorgio Manganelli, foto di proprietà di Lietta Manganelli

di ANTONELLA PIERANGELI

Noi siamo abitanti dell’inferno e lo siamo finché avremo la fortuna di vivere un secolo di lumi, di progresso, di civiltà, di fraternità, di tutte queste cose immonde.

Giorgio Manganelli

Un insopprimibile desiderio di respirare nella “palude definitiva” del senso, il luogo manganelliano per eccellenza, dove la parola subisce la fascinazione dell’abisso, qui presentato nella sorprendente architettura di un corpus testuale che si autodefinisce “centro del mondo dal quale si dipartono infiniti infiniti”.

Così Centuria, libro plurale e multicentrico, porta aria nella complessa irradiazione semantica di una dimensione narrativa che, dilatando lo spazio testuale, si dimostra capace di contenerne le interne consonanze, i cortocircuiti, l’arbitrarietà e il caos. Un viaggio non iniziatico ma gnoseologico, alla ricerca delle crepe e delle fessure del reale, nel mai rimosso, intermittente, enigma del nucleo occulto e vitale del classico come del semplice…

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Nulla al ver detraendo. In difesa del Leopardi di Martone

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Come ha osato Martone sporcare il grande Leopardi abbassandolo a protagonista di un film e come potrà mai un film rendere la grandezza e il genio di Leopardi senza banalizzarlo? Questa è stata la prima reazione, il più delle volte inconsapevole, quasi un riflesso condizionato, di molti addetti ai lavori, poeti, critici letterari eccetera. Al massimo il film potrà essere apprezzato dalle professoresse di Liceo che notoriamente di poesia e letteratura non capiscono niente, se non quelle quattro nozioni che devono ripetere meccanicamente ai loro alunni. No Leopardi no, non lo toccate, lasciatelo nei dipartimenti di filologia, nei convegni, nel nostro privatissimo e snobissimo olimpo bibliotecario dove periodicamente lo possiamo spolverare e commemorare. Perché in fondo ognuno che ha letto e amato Leopardi ritiene di essere il solo ad averlo capito veramente e quindi guai a chi glielo tocca, men che meno se questo qualcuno è un filmetto che per…

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